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A proposito di AXA XL

L'ultimo AXA 2021 Future Risks Report mostra che le principali minacce globali come il cambiamento climatico, le minacce informatiche, le pandemie e le malattie infettive, il terrorismo ed i rischi per la sicurezza, continuano ad essere in cima alle preoccupazioni sia dei professionisti del risk management che del pubblico più in generale nel Regno Unito, in Europa ed oltre. Mentre i risk manager e i loro partner broker e assicuratori si riuniscono a Brighton per la conferenza Airmic di quest'anno, Elie Hanna, Chief Distribution Officer, UK & Lloyd's market, e Tim Smith, Head of UK Client Management di AXA XL, discutono della necessità di pensare a lungo termine per affrontare queste sfide e di come risk manager e gli assicuratori sono tenuti ad adattarsi per affrontarle al meglio. 

Cosa ci dice il Future Risks Report 2021 sul modo in cui le imprese e gli individui vedono i rischi e su come i risk manager devono adattarsi per gestire e trasferire questi rischi?

Elie Hanna: Uno dei risultati interessanti del Future Risks Report di quest'anno è che gli esperti di rischio sono, in generale, concentrati sui rischi collettivi, mentre gli individui tendono ad essere più concentrati sui rischi che li riguardano direttamente.

La comunità assicurativa - risk manager, ingegneri, broker e assicuratori - ha un ruolo da svolgere nel dimostrare il legame tra le nostre azioni come individui ed i rischi che ci riguardano collettivamente e come possiamo pianificarli, mitigarli e gestirli. 

Abbiamo bisogno di mostrare come possiamo, come collettività, apportare dei cambiamenti per gestire i rischi - come il cambiamento climatico e le pandemie - che ci riguardano tutti.

Gli assicuratori possono aiutare a comunicare questo legame e ottenere l'approvazione degli stakeholder a tutti i livelli delle aziende, per agire, pianificare e gestire i rischi.

Dobbiamo chiarire – all’interno delle organizzazioni in cui lavoriamo - che tutti noi abbiamo un ruolo da svolgere nell'affrontare i rischi, come il cambiamento climatico ed il cyber. 

Tim Smith: Un passaggio ad avere una visione di più lungo termine sarà di vitale importanza. 

I rischi che vengono segnalati nei report annuali, non cambiano molto nel tempo; dobbiamo allontanarci da una visione a breve termine ed iniziare a pensare ai principali rischi che affrontiamo - come il cambiamento climatico - in un modo molto più strategico. 

I principali rischi che affrontiamo sono a lungo termine e in larga misura intangibili, e quindi il nostro pensiero - come professionisti del rischio - deve essere a lungo termine e strategico, non puramente legato al rinnovo annuale.

È anche importante ricordare che con il cambiamento c'è anche la potenziale opportunità di fare un passo avanti e fare le cose in modo diverso, come lo sviluppo di strategie ambientali, sociali e di governance (environmental social governance - ESG), per esempio. 

E come professionisti del rischio, dobbiamo lavorare con i nostri clienti per identificare tali opportunità. 

Il cambiamento climatico è una delle maggiori sfide della nostra società e le aziende di tutti i settori stanno esplorando i modi in cui possono apportare cambiamenti per contribuire a ridurre le emissioni di CO2. Quanto è importante avere una buona strategia ambientale, sociale e di governance (ESG) per le aziende oggi, e che ruolo hanno i risk manager ed i partner assicurativi nello svilupparla? 

Tim: Deve esserci un collegamento tangibile tra le buone pratiche di ESG, la gestione del rischio e la strategia aziendale complessiva. L'ESG deve essere visto per essere riconosciuto dagli assicuratori: dobbiamo dimostrare che una sana gestione ESG e del rischio - a lungo termine - si riflette nei termini e nelle condizioni di polizza.

Molti dei benefici di un buon ESG richiedono tempo e potrebbero non essere realizzati durante il mandato dell'attuale C-Suite di un'azienda. Questa è un'altra area in cui dobbiamo cambiare l’abitudine a guardare le cose su base puramente annuale e dobbiamo, invece, pianificare a lungo termine.

Affrontare un problema come il cambiamento climatico è, per sua stessa natura, basato sulla collaborazione: è solo l'azione collettiva che farà davvero la differenza. 

Un recente studio condotto da AXA Climate, ha rilevato che la maggior parte dei dipendenti desidera essere attivo – sia come parte delle organizzazioni per cui lavorano che come individui - per combattere il cambiamento climatico. Questo sarà un fattore di differenziazione nella scelta di dove -e come- lavorare. 

Come Elie ha menzionato prima, dobbiamo trovare il modo di illustrare il legame tra le azioni che facciamo come individui e l'effetto che possiamo ottenere collettivamente. I risk manager hanno un ruolo estremamente importante da svolgere in questo senso: devono impegnarsi con la C-Suite e con i colleghi "sul campo" per integrare veramente l'ESG come valore del loro brand.

La pandemia e le malattie infettive sono uno dei maggiori rischi citati sia dei professionisti del risk management che del pubblico più in generale - nel Regno Unito, in Europa e nel mondo - nel Future Risks Report. Mentre cominciamo ad uscire dalla pandemia COVID-19, quali lezioni importanti sono state apprese che possono essere utilizzate per prepararsi, e gestire, questo rischio in futuro?

Elie: La pandemia COVID-19 è stata una tragedia umana globale ed ha provocato enormi cambiamenti nella vita delle persone, nelle comunità in cui vivono e nelle aziende in cui lavorano. Ci ha dimostrato che questi grandi eventi di rischio globale possono accadere, e accadono. Gli individui e le aziende hanno dimostrato una grande capacità di adattamento e di resilienza nell'affrontare gli effetti della pandemia. 

Molte aziende hanno modificato i loro modelli di business per produrre prodotti diversi o per adattarsi al lavoro da remoto.

La pandemia COVID-19 ha sottolineato che possiamo unirci per superare i problemi e molte aziende hanno imparato che possono espandersi ed adattarsi - rapidamente – in caso di necessità.

Tim: Ma mentre ci sono state molte aziende che sono state in grado di adattare con successo i loro modelli di business e modi di lavorare durante la pandemia, in alcuni settori industriali questo semplicemente non era un'opzione. Per queste aziende, la pandemia ha sottolineato l'importanza di avere piani di continuità aziendale a lungo termine ben collaudati e continuamente aggiornati. Mentre queste aziende cercano di riprendersi dagli effetti della pandemia sul loro business e sui loro bilanci, saranno necessarie competenze in materia di rischio per aiutare a capire le lezioni apprese dalla pandemia COVID-19 e per rafforzare questi piani. 

Elie: È anche importante che tutti i datori di lavoro - noi di AXA XL compresi - tengano conto della lezione che la pandemia ci ha insegnato sull'importanza di consentire ai colleghi di lavorare in modo flessibile ed agile.  

Lei ha parlato della necessità che le strategie di gestione del rischio siano più a lungo termine, più strategiche e meno incentrate sul mero acquisto di coperture assicurative. Il ruolo del risk manager sta cambiando e, se sì, come?

Elie: Gran parte del ruolo del risk manager era transazionale - l'acquisto di coperture assicurative.

Questa è ancora, naturalmente, una parte importante del ruolo, ma sembra che ci sia una maggiore attenzione per il futuro a lungo termine. Questi clienti non vogliono solo parlare con noi di termini e condizioni assicurative, ma vogliono avere conversazioni più ampie ed approfondite su questioni come il cambiamento climatico, il cyber risk e le pandemie.

Tim: Ci deve essere una strategia coordinata ed a lungo termine, tra l'acquisto di coperture assicurative e le priorità di rischio di aziende, governi ed individui. Al giorno d'oggi, le maggiori questioni che preoccupano i risk manager - come il cambiamento climatico ed il cyber - sono in larga misura intangibili. Per affrontare questi rischi in modo strategico, i risk manager devono avere un set di competenze più ampio; devono essere in grado di comunicare efficacemente e mettere in moto piani di mitigazione del rischio a lungo termine. Devono inoltre usare efficacemente i dati per dimostrare alle loro C-Suite - che spesso hanno un focus trimestrale o annuale - il valore delle strategie di gestione del rischio a lungo termine. 

I risk manager devono saper accedere alle competenze nella modellazione, per esempio, e avere le capacità di dimostrare come gli investimenti nella gestione del rischio possano migliorare i profili di rischio. 

Elie: Anche gli assicuratori devono comunicare che non siamo qui solo per offrire capacità - abbiamo bisogno che gli operatori del settore comprendano il pieno valore delle competenze, delle conoscenze e dei dati che possiamo fornire per aiutare a capire meglio, gestire ed infine trasferire, il rischio. 

Utilizzando queste conoscenze e competenze, possiamo aiutare i risk manager nella loro pianificazione strategica se lavoriamo in partnership con loro, a lungo termine, piuttosto che agire semplicemente come fornitori di capacità che offrono coperture su base annuale soggette a negoziazioni sul prezzo. 

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