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I provvedimenti di lockdown dovuti al COVID-19 hanno portato in primo piano il tema della salute psichica e del benessere di molti colleghi. Nel celebrare il mese della consapevolezza della salute psichica, Lauren Rees, Analista operativa senior  Crisis Management & Special Risks, Political Risk, Credit & Bonddi AXA XL a Londra, condivide alcune riflessioni sugli effetti del lockdown rispetto alla salute psichica, nonchè sull’attenzione e il dibattito sull'argomento, ora riapertosi con rinnovata urgenza.

Lauren – Mental Health Champion presso AXA XL – ha scelto di condividere la sua personale testimonianza con i colleghi e aperto canali di comunicazione all'interno del suo team e non solo. Nel 2018, Lauren ha ricevuto il premio della giuria "Breaking the Silence" alla premiazione inaugurale dei "Not a Red Card Awards" per aver dato il via al dibattito su come discutere apertamente della salute psichica sul posto di lavoro.
  

La chiusura del Mese della Consapevolezza della Salute Psichica (maggio), ci porta a riflettere su come questo importante evento, che contribuisce ad aumentare la consapevolezza e a ridurre lo stigma, si collochi in un momento in cui molti di noi sono più che mai concentrati sul proprio benessere psichico.

In tanti stanno facendo i conti con il senso di isolamento legato alla pandemia COVID-19 e con le misure di distanziamento sociale messe in atto dai governi nel tentativo di ridurre la diffusione del virus.

La Mental Health Foundation, un ente di beneficenza del Regno Unito, ha pubblicato uno studio che mostra come la sensazione di solitudine sia più che raddoppiata durante il lockdown, con quasi un quarto degli adulti britannici che ha dichiarato di aver provato sentimenti di solitudine a causa delle restrizioni dovute al COVID-19. Circa il 44% dei giovani, di età compresa tra i 18 e i 24 anni, ha dichiarato di aver provato sentimenti di solitudine durante il lockdown, mentre il 35% degli adulti di età compresa tra i 25 e i 34 anni ha dichiarato di aver sperimentato un senso di solitudine soprattutto nell'arco delle ultime settimane. Una persona su sei di età superiore ai 55 anni ha dichiarato di sentirsi sola.

L'isolamento ha acceso i riflettori sul tema della salute psichica, con riferimento alla sensazione diffusa di solitudine o di ansia connessaalla particolare situazione che stiamo vivendo. Mi auguro che questa maggiore consapevolezza potrà soloavere una ricaduta positiva e accrescere la comprensione della salute psichica e dei suoi riflessi su tutti noi, in modi diversi, in diversi momenti della nostra vita, anche se spesso è difficile rendersene conto.

Spero che questa accresciuta consapevolezza porti ad una maggiore apertura rispetto alle tematiche di salute psichica, sia all'interno che all'esterno del posto di lavoro. È qualcosa di cui tutti noi dobbiamo prenderci cura, proprio come avviene rispetto alla nostra salute fisica.  Per una persona su quattro, questa attenzione può tuttavia assumere sfumature differenti.

È importante ricordare, inoltre, che chi di noi ha problemi mentali preesistenti continua a convivere con questi disturbi, indipendentemente dal lockdown. Ci sono persone che soffrono costantemente di isolamento, sia esso fisico o mentale.

Il personale medico del Royal College of Nursing ha notato che l'isolamento da COVID-19 presenta sfide particolari per le persone che soffrono di patologie come il disturbo ossessivo-compulsivo o la depressione.  Recentemente un gruppo interdisciplinare composto da 24 esperti ha pubblicato un articolo su The Lancet Psychiatry, segnalando che durante questo periodo di lockdown potrebbero aumentare i casi di ansia e i comportamenti pericolosi, in parte a causa dell'isolamento sociale.

Invito coloro che in questo momento si trovino in particolare difficoltà a parlarne con qualcuno: molte aziende dispongono di personale di pronto soccorso psicologico o di programmi di assistenza ai dipendenti con problemi di salute psichica. In alternativa, suggerisco di contattare un collega o un amico.

Chi è affetto da disturbi preesistenti può condividere con il proprio team la sua esperienza personale e dare consigli per affrontare l'isolamento mentale o fisico. È quello che ho fatto io e, che ci crediate o no, possono esserci effetti positivi per la salute psichica.

Si parla molto di "nuova normalità" e di come sarà il mondo dopo la fine della pandemia, o almeno quando le regole di distanziamento sociale si allenteranno. Nessuno sa con certezza come sarà questa nuova normalità, o come vivremo e lavoreremo nei prossimi mesi.

Questo concetto può essere disturbante per molti di noi. Per le persone affette da disturbi psichici, l'idea di tornare in un ufficio affollato dopo tante settimane a casa può essere paralizzante e può impedire di concentrarsi sul presente.  Questa situazione dovuta al COVID-19 ci ha dato un'importante opportunità per concentrarci sulle cose che contano nella nostra vita e per ritornare alle cose essenziali.  Abbiamo il tempo di coltivare il nostro benessere psichico in modo da vivere un futuro migliore, con accresciuta consapevolezza degli altri e del mondo che ci circonda. E’ importante che tutti noi pensiamo a come affrontare questa transizione – quando e comeavverrà – nella maniera più agevole possibile per tutti, soprattutto per chi è affetto da patologie o disabilità psichiche, più o meno evidenti.

Nel celebrare il Mese della Consapevolezza della Salute Psichica, impegnamoci a fare del nostro meglio perchè il benessere psichico sia parte della nostra vita lavorativa quotidiana.

  • Circa l'autore
  • Analista operativa senior, Crisis Management & Special Risks, Political Risk, Credit & Bond
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