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Famiglia di Prodotto
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A proposito di AXA XL

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Head of AXA Climate per Asia Pacific

Ankush Bhardwaj Head of AXA Climate per l'Asia descrive come le nuove fonti di acquisizione dei dati, l’esperienza maturata e le maggiori competenze vengono utilizzate per progettare coperture assicurative parametriche che possono essere customizzate sulla base delle esigenze dei clienti e dei rischi specifici.

Sino a tempi recenti, gli eventi atmosferici non erano così spesso al centro dell’attenzione. Ora, quasi non passa giorno senza che si parli di ondate di calore da record, incendi, tempeste di vento, inondazioni o grandinate.

Questi eventi sottolineano l'urgente bisogno di interventi e soluzioni che aiutino a ridurre il trend inevitabile e crescente dell’impatto del riscaldamento climatico. La copertura parametrica può rappresentare una di queste soluzioni, ed un numero sempre maggiore di organizzazioni stanno esplorando nuove modalità di applicazione di tale copertura per mitigare vari rischi meteorologici. Ankush Bhardwaj, Head of AXA Climate per l’Asia, dialoga con Fast Fast Forward a proposito di questi sviluppi.

La domanda del settore privato per la copertura parametrica è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Come mai?

Ankush Bhardwaj: Le coperture parametriche sono una soluzione relativamente nuova. AXA, per esempio, ha offerto la prima polizza parametrica nel 2006 a favore del World Food Program per coprire la siccità in Etiopia. All'epoca, i (ri)assicuratori avevano un'esperienza limitata sullo sviluppo e le potenzialità sottoscrittive di queste soluzioni; allo stesso modo, risk manager e intermediari spesso non presentavano competenze specifiche circa questo prodotto. Le cose hanno iniziato a cambiare qualche anno fa, quando taluni (ri)assicuratori, tra cui AXA XL, hanno iniziato a creare team dedicati alle parametriche e a descrivere e promuovere queste soluzioni in vari forum.

Man mano che i clienti del settore privato hanno acquisito maggiore familiarità con l'assicurazione parametrica, si è innescato un diffuso "circolo virtuoso". L'aumento della domanda ha spinto i (ri)assicuratori a destinare maggiore capacità sottoscrittiva alle coperture parametriche e a potenziare l’expertise interno. Ad esempio, AXA ora ha al suo interno team dedicati con lauree specialistiche e dottorati di ricerca in scienze atmosferiche/climatologia, economia agricola e geologia/idrogeologia. Sono supportati da esperti in immagini satellitari e data modelling che collaborano con gli scienziati per analizzare l'impatto economico dei diversi eventi meteorologici.

E così il cerchio si chiude. Una maggiore esperienza e comprensione, insieme ad una maggiore capacità e e competenza, contribuiscono a rendere possibile l'implementazione di schemi parametrici che sono sempre più efficienti in termini di costi e possono essere customizzati in maniera sempre più precisa sulla base delle esigenze dei clienti e dei rischi. Vorrei infine far notare che i vantaggi non si limitano alla mitigazione del rischio. AXA XL e AXA Climate hanno utilizzato queste capacità e competenze innovative per sviluppare una soluzione di risk scanning ed una applicazione di risk monitoring che aiutano i clienti a migliorare la loro risposta e il recupero dopo una catastrofe naturale.

Quali sono alcuni esempi di come le coperture parametriche sono utilizzate in modo inedito?

Ankush Bhardwaj: Nel 2019, incendi devastanti hanno colpito l'Australia. Il paese è uno dei principali produttori di cereali al mondo e molti operatori di piantagioni hanno subito gravi perdite. Questo evento ha permesso di misurarsi con alcune sfide esemplari nel mitigare  rischi associati a episodi meteorologici più estremi ed insoliti.

Per esempio, tradizionalmente l'assicurazione del raccolto basata sull'indennizzo era sottoscritta e fissata in base a dati storici (incluse le perdite pregresse). Tuttavia, con il riscaldamento climatico, questo approccio è sempre meno affidabile e, di conseguenza, gli assicuratori devono procedere con cautela. Così, dopo gli incendi del 2019, i proprietari di piantagioni australiane hanno dovuto affrontare una situazione in cui le coperture di indennizzo disponibili presentavano meno capacità a fronte di tariffe più alte: certamente non una prospettiva piacevole per le aziende che devono riprendersi da un disastro naturale significativo.

Ciò ha rappresentato un'opportunità per AXA Climate di progettare per i proprietari e i gestori di grandi piantagioni polizze parametriche che attingono ampiamente ai dati satellitari; anche l'operazione australiana di AXA XL ha contribuito a questo sforzo.

Prima di continuare, voglio sottolineare tuttavia che un programma parametrico non è necessariamente preferibile a una polizza tradizionale o viceversa. Entrambi possono fornire una solida protezione e l'idoneità dell'uno rispetto all'altro dipende da una serie di fattori specifici dei singoli clienti.

In questo caso specifico, l’approccio basato sui dati satellitari ha avuto due importanti vantaggi. In primo luogo, ci ha permesso di costruire modelli che incorporano dati storici e previsioni sulle condizioni meteorologiche future. Quest'ultima componente ha capitalizzato i dati provenienti da reti satellitari più recenti e sofisticate e da stazioni di monitoraggio che i nostri esperti climatologi hanno utilizzato per sviluppare previsioni meteorologiche per la prossima stagione.

In secondo luogo, una delle attuali reti satellitari è particolarmente sensibile agli incendi. Le immagini che genera mostrano aree bruciate fino alle dimensioni di appena 20X20 metri, con scala di cinque livelli di gravità, “da appena bruciate” a “completamente incenerite”. Di conseguenza, in qualsiasi momento durante il periodo di copertura della polizza, possiamo analizzare le immagini satellitari, applicare il modello parametrico ed effettuare i pagamenti in base alle soglie concordate.

In breve, questo progetto basato sul satellite, con le componenti di previsione futura e le immagini altamente granulari, ha offerto agli operatori delle piantagioni una soluzione certa, veloce e conveniente.

Lei ha anche citato gli esportatori di grano. Come può l'assicurazione parametrica aiutare a mitigare i loro rischi climatici?

Ankush Bhardwaj: Gli esportatori di grano in genere riservano in anticipo una certa somma per il trasporto, in base alle rese del raccolto previste. Tuttavia, se il raccolto è insufficiente, l'esportatore deve comunque pagare per aver riservato una certa capacità anche se inutilizzata. In questo caso, abbiamo creato delle coperture parametriche che hanno usato fattori come la temperatura, le precipitazioni, la resa regionale o una combinazione di questi fattori per definire il valore dell'indice, poiché questi sono strettamente correlati alla resa effettiva. Inoltre, come i programmi che ho appena menzionato, i modelli utilizzati per sottoscrivere e prezzare queste soluzioni includevano stime sulle condizioni di crescita per l’anno seguente. Gli indennizzi coprono la capacità in eccesso per la quale è già stato fatto un pagamento anticipato e sono fatti su una scala progressiva. In altre parole, man mano che il valore dell'indice mostra che gli esportatori riceveranno volumi progressivamente minori, gli indennizzi aumenteranno proporzionalmente.

Lei ha citato due esempi dall'Australia, entrambi riguardanti aziende agricole colpite da incendi e siccità. E per quanto riguarda altri paesi e rischi?

Ankush Bhardwaj: Un'altra area su cui stiamo attualmente indagando riguarda le inondazioni urbane; questo è uno dei pericoli più significativi e sfidanti dell'Asia, e i problemi sono destinati a peggiorare. La difficoltà con le inondazioni è che l'altezza dell'acqua può variare considerevolmente in diverse aree. In altre parole, lo stesso volume d'acqua può produrre livelli di danno diversi a seconda del luogo. Inoltre, le variazioni di livello rendono estremamente difficile assicurare le inondazioni su una base parametrica; non ci sono parametri coerenti che possiamo usare per creare valori di indice.

Tuttavia, siamo vicini a risolvere questo problema con ciò che chiamiamo modelli di livello digitale o DEM. Il concetto prevede la creazione di modelli digitali di livello per le principali città come base per la sottoscrizione e la tariffazione di polizze parametriche che coprono aree particolarmente soggette a inondazioni. Non appena un'area registra livelli d'acqua superiori a X cm, il beneficiario riceve un indennizzo di Y rupie/rupiah/baht o altro. I beneficiari dovrebbero essere i governi municipali che usano i fondi per il soccorso e il recupero post disastro e le aziende private che cercano di ridurre gli oneri finanziari delle inondazioni sempre più frequenti. I programmi attingeranno anche ampiamente ai dati satellitari, sia nello sviluppo dei modelli che nel determinare quando i livelli dell'acqua superano i valori di soglia.

I clienti e i broker con cui lavoro in tutta l'Asia sono estremamente consapevoli di come il nostro clima mutevole possa influire su ricavi e guadagni. Ciò riguarda aziende in settori come l'agricoltura e l'energia alternativa, che sono direttamente esposte al rischio meteorologico, e quelle, per esempio, nella finanza commerciale, nell'edilizia, nel turismo e nelle spedizioni, dove le esposizioni sono più indirette. Esempi di questi ultimi casi includono il mancato rimborso dei prestiti a causa di rischi meteorologici, progetti di costruzione soggetti a interruzioni del lavoro dovute a ondate di calore, villaggi turistici che affrontano eventi nat cat più precari come i tifoni, e operatori di chiatte che non possono operare quando i fiumi/canali diventano non navigabili.

Questi sono solo alcuni esempi in cui il cambiamento climatico minaccia le aziende in diversi settori, evidenziando la necessità di trovare soluzioni per mitigare gli impatti. Alla luce dei fatti, mi aspetto che assicuratori e clienti continuino a capitalizzare le esperienze pregresse e le potenzialità dei nuovi strumenti per creare soluzioni parametriche sempre più personalizzate, adatte e convenienti. Infine, dal momento che siamo tutti coinvolti, prevedo che questi sforzi saranno caratterizzati da una collaborazione e da una partnership ancora maggiori tra assicuratori, aziende private e governi locali/regionali.

Ankush Bhardwaj è Head of AXA Climate per la regione Asia-Pacifico. In questo ruolo, supervisiona lo sviluppo dell'attività di gestione del clima, compresa la copertura parametrica. Fa parte del gruppo AXA da 12 anni ed ha ricoperto vari ruoli in India e Singapore, tra cui quello di responsabile del business retail di AXA a Singapore. Ankush ha sede a Singapore e può essere contattato all'indirizzo ankush.bhardwaj@axaxl.com

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