Riassicurazione
Famiglia di Prodotto
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A proposito di AXA XL

Il settore ri/assicurativo non è solo un importante fornitore di capitale per il finanziamento e l'assicurazione del rischio di catastrofi (580 miliardi di dollari US di capitale riassicurativo disponibile secondo AON, nel 2019), ma è anche una fonte di conoscenze tecniche di cui i governi possono beneficiare. L'analisi e la valutazione del rischio del settore, insieme alle sue competenze di gestione del rischio, possono aiutare i Paesi a stabilire priorità di intervento e ad attuare misure efficaci in preparazione alle catastrofi, aumentando così la loro resilienza. Il terremoto di magnitudo 6,4 che ha colpito la Croazia centrale nel dicembre 2020 ha pesantemente danneggiato edifici e infrastrutture, tra cui il più grande ospedale della regione e altre strutture sanitarie. Eventi di questo tipo dimostrano quanto vari rischi, come il cambiamento climatico, le catastrofi naturali e le pandemie, possano aggravarsi e amplificarsi a vicenda. Considerato l'impatto drastico del cambiamento climatico e delle catastrofi naturali sulle economie dei Paesi in via di sviluppo, questo fenomeno richiede un'attenzione particolare da parte del settore assicurativo in relazione agli sforzi di adattamento e resilienza. In questo senso, incontri come la Business of Resilience Conference 2021 organizzata dal Department for International Trade del Regno Unito nel mese di marzo e la COP26 programmata per il prossimo novembre a Glasgow, rappresentano un'opportunità per impegnarsi con partner interessati a guidare ulteriori azioni di engagement.

Le sfide

Un ostacolo al conseguimento dei sostegni che il settore può offrire ai Paesi in via di sviluppo è il lento ricorso a coperture assicurative. Il "gap di protezione assicurativa" - cioè la differenza tra le perdite economiche totali e le perdite assicurate - persiste. Secondo il Centre for Risk Studies della Judge Business School dell'Università di Cambridge (CCRS), la percentuale di perdite dirette da disastri naturali coperte dall'assicurazione è in media del 40% circa nei Paesi sviluppati, del 10% nei Paesi a medio reddito e inferiore al 5% nei Paesi a basso reddito. Nel frattempo, Swiss Re indica la dimensione media decennale del gap di protezione globale a 137 miliardi di dollari US.

La sfida che i governi dei Paesi in via di sviluppo devono affrontare comprende la costruzione di mercati assicurativi privati guidati da logiche virtuose e il diventare direttamente acquirenti di assicurazioni (macro assicurazione); entrambe le opzioni richiedono tempo e risorse. Il processo implica lo sviluppo del know-how a livello locale: non solo per decidere quali rischi dovrebbero essere mitigati, sostenuti con le proprie riserve o trasferiti al settore assicurativo privato, ma anche per capire i propri rischi e come acquistare assicurazione efficacemente. Sebbene queste sfide mirate ad espandere l’utilizzo delle coperture assicurative possano sembrare scoraggianti per i Paesi in via di sviluppo, tuttavia esse possono essere affrontate, e lo sono, con il sostegno del settore assicurativo e di una serie di organizzazioni che cercano di aumentare la resilienza in queste realtà.

Preconcetti

I progressi tecnologici e le innovazioni stanno aiutando i ri/assicuratori ad affrontare alcune delle sfide che hanno perpetuato il gap di protezione. I benefici sono duplici. In primo luogo, l'industria assicurativa può ora avere un accesso più facile a maggiori volumi e tipi di dati e può contare su competenze avanzate per analizzare e comprendere i diversi rischi. Questo, a sua volta, aiuta i ri/assicuratori a creare soluzioni assicurative ancora più mirate che consentono un'azione tempestiva e la resilienza: per esempio, coperture parametriche o basate su indici.

La copertura parametrica si basa su un parametro indipendente o su una serie di parametri strettamente correlati alle perdite/danni previsti. Si tratta di fattori oggettivi come le precipitazioni, la temperatura, la velocità del vento o la magnitudo sismica. I pagamenti dei sinistri scattano automaticamente una volta raggiunta una soglia concordata. Per gli eventi ad insorgenza lenta, come la siccità, le segnalazioni tempestive previste dall'assicurazione parametrica consentono di attuare in risposta reazioni veloci, come piantare diversi tipi di semi, acquistare mangimi per gli animali per sostituire le colture in crisi o fornire aiuti di emergenza, prima che si verifichi il disastro. Per gli eventi ad insorgenza più rapida, invece, come le inondazioni o i terremoti, le liquidazioni veloci previste dai prodotti assicurativi parametrici sono determinanti per sostenere una risposta rapida alle catastrofi e a prevenire gli effetti aggravanti di situazioni di crisi prolungate.

In secondo luogo, le innovazioni tecnologiche stanno semplificando gli elementi chiave della catena del valore dell'assicurazione. I processi storicamente macchinosi, ad esempio nella distribuzione e nella gestione dei sinistri, sono stati nel passato fattori importanti che hanno limitato lo sviluppo di mercati assicurativi locali stabili ed affidabili nei Paesi in via di sviluppo. Man mano che i nuovi strumenti e le nuove tecnologie semplificano questi processi, il ricorso all’assicurazione sta diventando più efficiente.

Il valore dell’assicurazione

Il trasferimento del rischio al mercato assicurativo privato è un meccanismo efficace in termini di costi per finanziare i rischi meno frequenti e più gravi (eventi che si verificano meno spesso ma che impongono pesanti esborsi) e per aumentare la resilienza. L'assicurazione può permettere una distribuzione rapida ed efficace dei fondi e quindi ridurre gli shock sul bilancio di un Paese, limitando così i suoi livelli di debito post-disastro e la sua necessità di aiuti finanziari ex-post. La cosa più importante da evidenziare, è che laddove la penetrazione assicurativa è maggiore, si attesta una più rapida ripresa dopo i disastri.

Questo è un risultato chiave del rapporto completo "Optimizing Disaster Recovery - The role of insurance capital in improving economic resilience" che il Cambridge University Centre for Risk Studies (CCRS) e AXA XL hanno recentemente pubblicato. Per questa ricerca, il CCRS ha valutato l'impatto della ri/assicurazione sulla velocità e la qualità del recupero dopo i disastri climatici ed i terremoti. In particolare, il CCRS ha valutato un ampio set di dati su 103 catastrofi naturali avvenute negli ultimi 30 anni in Paesi di tutto il mondo, comprese le economie mature e in via di sviluppo. Le analisi del CCRS hanno confermato l'ipotesi che l'assicurazione ha un impatto positivo sulla velocità e la qualità della risposta ai disastri e sugli sforzi di recupero. I risultati chiave includono:

  • Ogni punto percentuale di aumento della penetrazione assicurativa (premi non vita divisi per il PIL di un Paese) riduce i tempi di recupero di quasi 12 mesi.
  • Nei Paesi con un'alta penetrazione assicurativa, i tassi di recupero sono in media inferiori a 12 mesi. Al contrario, nei Paesi con una penetrazione assicurativa molto bassa, si estendono a più di quattro anni.

Ricostruire meglio

Inoltre, i programmi assicurativi che includono un elemento di "ricostruzione migliore" permettono ai governi di aumentare la resilienza delle strutture fisiche come parte della ricostruzione dopo i disastri. Ad esempio, la ricostruzione secondo migliori standard in seguito all'impatto di Le opportunità. Preso atto delle sfide poste dagli impatti del cambiamento climatico e dal deficit di protezione nei Paesi in via di sviluppo, negli ultimi cinque anni circa, il settore ri/assicurativo si è compattato come mai è avvenuto in passato per espandere e aumentare il ricorso alle coperture assicurative nei Paesi in via di sviluppo. Sono nate diverse organizzazioni, spesso con sede a Londra data l’importanza del mercato assicurativo britannico, che riuniscono le compagnie private ri/assicurative, organizzazioni multilaterali, non governative ed il settore pubblico, allo scopo di: ottimizzare ed estendere l’utilizzo di strumenti di risk finance ed assicurativi finalizzati alla creazione di sistemi di resilienza e protezione efficaci per i Paesi più vulnerabili al cambiamento climatico ed alle catastrofi naturali. Essi includono, per esempio, l'Insurance Development Forum (IDF), un'istituzione pubblico-privata guidata dal settore assicurativo, e il Centre for Disaster Protection creato dal governo britannico, che lavora insieme a partner come l'IDF o l'InsuResilience Global Partnership (IGP) della Germania.

Queste organizzazioni si concentrano sulla guida di azioni concrete e lavorano insieme per fornire formazione (soprattutto nell'area dell'analisi del rischio), strumenti e progetti concreti per consentire ai Paesi in via di sviluppo di beneficiare della protezione e della maggiore resilienza che l'assicurazione può offrire. Un buon esempio è l'Accordo Tripartito, che riunisce la modellazione del rischio, le competenze di gestione del rischio e gli impegni di capitale dei membri del settore assicurativo dell'Insurance Development Forum, insieme al know-how del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo in materia di finanziamento allo sviluppo e ai finanziamenti del Ministero tedesco per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo. Con il coinvolgimento di team del settore ri/assicurativo con sede nel Regno Unito, in Europa e in tutto il mondo, il programma mira a fornire assistenza tecnica e soluzioni assicurative a 20 Paesi in via di sviluppo vulnerabili agli impatti del cambiamento climatico entro il 2025.

In sintesi, il settore ri/assicurativo è impegnato a lavorare con il settore pubblico, organizzazioni multi-laterali ed altri partnerper affrontare le sfide dei Paesi in via di sviluppo nella gestione delle coperture assicurative. Il valore che l'assicurazione può offrire per fornire protezione e promuovere la resilienza fisica e finanziaria la rende un'opzione importante da considerare nel bilancio dei Paesi e nella pianificazione della gestione dei rischi.

Per saperne di più sul settore assicurativo e sull'impatto positivo che ha sulla resilienza climatica, partecipate alla Business of Resilience Conference 2021.

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