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A proposito di AXA XL

Le perdite che conosciamo attualmente sono solo la punta dell'iceberg?

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Gli effetti conseguenti alle catastrofi naturali (tsunami e inondazioni) hanno colpito il mercato assicurativo per secoli. Quali sfide emergeranno da una pandemia globale?

L'11 marzo 2011, un terremoto ha colpito la costa pacifica della regione giapponese di Tohoku. Il terremoto di magnitudo 9.0 ha dato il via a un devastante tsunami che ha causato la fusione di tre reattori nucleari all’ impianto nucleare di Fukushima Daiichi. Danni totali stimati dal terremoto e dallo tsunami: 235 miliardi di dollari.

Quasi dieci anni dopo, lo stesso terremoto ha causato l'ennesima serie di scosse di assestamento  - una nel febbraio 2021 e un'altra nel marzo 2021Le scosse di magnitudo 7.1 e 6.9 sono solo una delle tredici scosse di assestamento rilevate dopo la scossa originale.

Finora nella pandemia di COVID-19, i costi economici diretti sono stimati in 11 trilioni di dollariTuttavia, si stima che i costi futuri derivanti dall'impatto a lungo termine della pandemia globale saliranno ad ulteriori 10 trilioni di dollari di perdite future di utili.

Questa cifra sale alle stelle quando si includono il costo dei mancati stipendi, delle richieste di assegni di disoccupazione, dei sinistri assicurativi e della perdita di produttività. Solo negli Stati Uniti, si stima che questi costi  raggiungano i 16 trilioni di dollari, o circa il 90% del prodotto interno lordo annuo degli Stati Uniti.

Poi ci sono i costi indiretti, come disturbi fisici di vario genere, problemi di salute mentale, PTSD, ansia, depressione, casi di suicidio, l'impatto sulle famiglie e sintomi riscontrati da sopravvissuti alla sindrome post-COVID-19.

Man mano che acquisiamo maggiori conoscenze rispetto al COVID-19 ed ai suoi effetti collaterali, impariamo di più su ciò che i lavoratori e le loro famiglie potrebbero affrontare per gli anni a venire.

Forse nessun evento della storia recente ha rappresentato un’occasione così importante per parlare di incertezza. Quasi ogni giorno riceviamo nuove informazioni sul virus e sulla conseguente malattia. Abbiamo imparato molto, sviluppato vaccini, adattato rapidamente le nostre attività. Ora è il momento di verificare le nostre ipotesi e cercare di capire ciò che ci aspetta.

Salute fisica e mentale

Pochi mesi dopo i casi iniziali di malattia da COVID-19, le persone guarite hanno iniziato a riferire che non erano ancora tornati alla normalità. Decine di migliaia di persone negli Stati Uniti hanno malattie persistenti, compresi i bambini. Le persone con sindrome post COVID-19 mostrano sintomi di affaticamento, dolori al corpo, mancanza di respiro, difficoltà a concentrarsi, mal di testa e difficoltà a dormire molto tempo dopo che l'infezione iniziale è sparita. Si stima che il 10-20% degli americani sia considerato affetto da sindrome post COVID-19.

I problemi mentali possono anche avere un impatto su una fascia più ampia della forza lavoro: persone che hanno contratto la malattia o che hanno dovuto prendersi cura di qualcuno oppure lo hanno perso a causa del virus; operatori sanitari; i nuovi disoccupati; persone in lavoro da remoto che hanno un sovraccarico di attività e che soffrono di ansia o depressione conseguenti all’isolamento.

Molte aziende hanno riconosciuto questo problema ed hanno aumentato o aggiunto servizi di salute mentale. Alcune hanno deciso di chiudere gli uffici in determinati giorni oppure di aggiungere alcune festività per consentire ai dipendenti di godere di maggior tempo libero.

I responsabili delle aziende cercano nuovi strumenti per essere in grado di riconoscere i segni di stress nei dipendenti e per implementare strategie per rispondervi in modo adeguato. Spesso le aziende trascurano questi aspetti ed il loro management non dispone delle giuste competenze per affrontarli.

Il pool di talenti in movimento

Il modo in cui la pandemia ha influenzato i dipendenti di talento è un altro tema importante. C'è il rischio che il lento ritorno delle donne alla forza lavoro possa ulteriormente ridurre la loro presenza in ruoli manageriali per gli anni a venire. La possibilità di lavorare da remoto crea anche opportunità: diventa infatti possibile prendere in considerazione candidature non solo a livello nazionale ma anche internazionale. 

La ricerca ha dimostrato che i lavoratori da remoto sono più soddisfatti del loro lavoro, nel 29% dei casi più dei loro colleghi che lavorano dall’ufficio.

È importante che le aziende si occupino del benessere dei loro dipendenti anche nell’ottica degli obiettivi di Diversity & Inclusion. Considerare, ad esempio, di cosa potrebbero avere bisogno le lavoratrici per consentire loro di tornare al lavoro, di persona o in remoto.

Andare avanti come Team

Dalle continue preoccupazioni per la salute all'impatto a lungo termine della pandemia sulla forza lavoro, le organizzazioni hanno affrontato molte sfide da marzo 2020. Poche sono state le aziende preparate agli impatti indiretti della pandemia.

È importante avere una buona consapevolezza dei possibili scenari che porteranno gradualmente ad un ritorno alla “normalità”. Ad esempio, si prevede che gli incidenti automobilistici aumenteranno una volta tornati alla normalità: la densità del traffico è stata decisamente bassa durante il periodo di restrizioni conseguente al COVID-19. Man mano che più persone inizieranno a tornare al lavoro in presenza, la densità del traffico tenderà ad aumentare e molte persone avranno perso l’abitudine alla guida. E’ quindi possibile che la frequenza degli incidenti automobilistici aumenterà temporaneamente fino ad una successiva normalizzazione della situazione.

Sapere quali sono le aree di maggiore criticità, aiuta le organizzazioni a prepararsi meglio. In AXA XL sappiamo che i risk manager hanno bisogno delle giuste informazioni per poter rispondere agli imprevisti.  Iniziando dalla quantificazione delle perdite previste, ci concentriamo su misure volte a ridurre la probabilità e la severità degli impatti ed attuare piani di recupero veloci ed a ridotto impatto economico.

I rischi conseguenti al COVID-19 sono reali. Le aziende potrebbero sentirne l’impatto per il prossimo decennio. Con attenzione e preparazione, tuttavia, questi impatti possono essere notevolmente ridotti, consentendo a un'azienda di crescere e prosperare nonostante le sfide in corso.

Sheri Wilbanks è Head of GRM P&C Climate & Sustainability di AXA Group e Chris Kopser President Primary Casualty di AXA XL per le Americhe.

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