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Nel corso del tempo i pigmenti utilizzati da alcuni degli artisti più importanti del XIX secolo sono sbiaditi e colori in origine accesi appaiono oggi molto meno luminosi. Purtroppo si tratta di un processo irreversibile, ma come spiega Andrew Davies, Survey Manager & Art Expert, AXA XL e membro della giuria di AXA Research Fund, un nuovo interessante progetto di ricerca potrebbe contribuire efficaciemente a preservare le opere d'arte a beneficio delle generazioni future.

Parlando con Willem van Gogh del Van Gogh Museum di Amsterdam, pronipote del fratello dell'artista, ho scoperto che alcuni dei dipinti di Van Gogh più riprodotti e venduti appartengono alla serie dei Rami di Mandorlo in Fiore, realizzata tra il 1888 e il 1890. Secondo le descrizioni tratte dai carteggi custoditi negli archivi del museo, in "Ramo di mandorlo in fiore" un limpido cielo azzurro fa da sfondo a boccioli rosa; oggi, tuttavia, quei petali appaiono quasi bianchi.

Sebbene curatori e restauratori esperti proteggano le opere d'arte dai danni, tuttavia nel tempo i colori di molti dipinti cambiano e sbiadiscono a causa dell'esposizione alla luce; questo processo è noto come deterioramento fotochimico. Gestire il rischio connesso all'esposizione alla luce è una grande sfida per musei come il Van Gogh Museum.

L’AXA Research Fund offre ogni anno una serie di sovvenzioni, tra le quali la AXA ART Fellowship a sostegno di un rigoroso progetto di ricerca scientifica biennale incentrato sull'arte.

I progetti selezionati sono valutati in base all'eccellenza scientifica e alla innovazione, nonché alle potenzialità dei vantaggi per la società e alla diffusione su larga scala dei risultati. È bene sottolineare che il ruolo di AXA è del tutto imparziale e non influenza i risultati né trae vantaggi particolari, dal momento che i risultati sono a disposizione della comunità scientifica.

Nel 2018 il premio è stato assegnato a Gauthier Patin per il suo progetto di ricerca di dottorato dal titolo "Development & application of an Imaging Micro Fading Test, (iMFT), to assess the light fading on Van Gogh’s paintings".

La più grande sfida per il Museo Van Gogh è gestire il rischio di deterioramento dovuto all’ esposizione alla luce che causa le alterazioni dei colori nei dipinti dell’artista.

Gli scienziati hanno individuato i pigmenti fotosensibili responsabili di tali alterazioni e ne hanno studiato i meccanismi di degradazione, ma le tempistiche del fenomeno sono ancora oggetto di indagine.

L'obiettivo della ricerca di Gauthier Patin è quello di sviluppare un modello di degradazione preciso e affidabile a supporto delle decisioni in materia di conservazione e della preservazione dei dipinti di Van Gogh e dei suoi contemporanei che utilizzavano gli stessi pigmenti.

I fenomeni di questo tipo, che si sviluppano in un lungo lasso di tempo, non sono rischi assicurabili, dal momento che la tendenza naturale di un colore a degradarsi progressivamente è una "caratteristica intrinseco".

I risultati della ricerca dovrebbero consentire di prevedere le future variazioni di colore e di riportarle al passato, per riscoprire i colori perduti e ricostruire per il pubblico le tinte originali scelte dall'artista. I dipinti della serie dei Rami di Mandorlo in Fiore sono un esempio perfetto.

Van Gogh usava per lo più gli stessi colori a olio dei suoi colleghi artisti della fine del XIX secolo. Prolifico come scrittore almeno quanto lo era come pittore, Van Gogh scrisse centinaia di lettere a familiari e amici nelle quali descriveva in modo esaustivo i colori e i pigmenti impiegati in alcuni di quelli che sarebbero diventati celebri capolavori. Queste preziose fonti d'archivio e le successive ricerche da parte di scienziati e curatori rendono le opere di Van Gogh il soggetto ideale per uno studio di questo tipo.

La degradazione dei colori è un processo irreversibile: purtroppo una volta che un colore è sbiadito, rimane tale.

I fenomeni di questo tipo, che si sviluppano in un lungo lasso di tempo, non sono rischi assicurabili, dal momento che la tendenza naturale di un colore a degradarsi progressivamente è una "caratteristica intrinseco".  

E purtroppo al momento non si conoscono trattamenti di ripristino.

Tuttavia, lo scopo della ricerca è aiutare i restauratori a limitare in futuro la degradazione dovuta alla foto esposizione nelle opere di Van Gogh e dei suoi contemporanei _forse tra le più preziose mai realizzate_ e a conservarle per le generazioni future.

Inoltre, questo studio contribuirà a facilitare i processi di ricostruzione digitale dei colori, permettendo al visitatore di farsi un'idea più precisa della tavolozza originaria.

L'aspetto innovativo della ricerca è lo sviluppo di un dispositivo avanzato per l'analisi del micro degradamento, al fine di valutare la foto esposizione di una superficie dipinta.

Nel suo report progettuale del 31 settembre 2019, Gauthier annuncia di aver sviluppato un dispositivo per l'analisi del micro degradamento che garantisce il livello di prestazioni richiesto. Afferma inoltre che i ricercatori hanno effettuato misurazioni secondo gli standard della scala internazionale Blue Wool sulla resistenza alla luce dei materiali, i cui risultati potranno essere confrontati con i dati di studi precedenti.

Questo passo non solo accelererà i progressi di questa specifica ricerca, ma permetterà di intraprendere progetti simili. Gauthier ha approfondito la sua conoscenza dei fenomeni connessi alle alterazioni del colore e sta attualmente valutando e testando gli sviluppi ottenuti con il dispositivo di analisi del micro degradamento.

Al termine dello studio, Gauthier metterà a disposizione della comunità scientifica i risultati della sua ricerca tramite articoli, conferenze e presentazioni.

Gli esperti e gli estimatori d'arte sono abituati all'idea che i colori di certi dipinti possano variare nel tempo. Forse non potremo mai vedere gli stessi colori che gli artisti del calibro di Van Gogh impiegarono sulle loro tele più di un secolo fa, ma grazie a progetti di ricerca come questi, potremo conservare le opere di Van Gogh e dei suoi contemporanei affinché anche le generazioni future possano goderne.

Il presente articolo ha finalità informative e descrive in termini generali talune iniziative di conservazione e restauro di opere d’arte. Pertanto tale articolo non costituisce pubblicità, né prestazione, offerta o promozione di attività assicurativa, né costituisce attività di intermediazione, consulenza o, più in generale, attività di distribuzione assicurativa.

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