Riassicurazione
Famiglia di Prodotto
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A proposito di AXA XL

di

Ombretta Martinelli, Senior Underwriter Environmental Liability, AXA XL & Claudio Perrella, Partner, R&P Legal

Quello della responsabilità per danni da inquinamento è un tema molto complesso in termini gestionali, legislativi ed assicurativi. Nel caso di società o gruppi soggetti ad operazioni di M&A – Merger and Acquisition, e che possono quindi dover riconoscere sopravvenienze passive derivanti da passività storiche, assume un ruolo centrale la copertura EIL - Environmental Impairment Liability (Responsabilità Civile per Inquinamento).

Approfondiamo con Ombretta Martinelli Senior Underwriter Environmental Liability AXA XL e con l’Avv. Claudio Perrella Partner R&P Legal le ragioni per cui è importante per un’azienda fornirsi di un’adeguata copertura per i rischi ambientali.

OM: I motivi sono molteplici. Innanzitutto partirei dal problema dell’incompletezza della copertura per danni ambientali delle polizze sulla responsabilità civile e sugli immobili. Tali carenze comprendono la pulizia prevista per legge, le operazioni di bonifica sia all’interno del sito assicurato che all’esterno, l'inquinamento graduale ed il risarcimento danni ai sensi della Direttiva sulla responsabilità ambientale di recente attuazione. In secondo luogo, non va dimenticata l’esistenza di una legislazione dettagliata in materia: le aziende si trovano oggi di fronte alla prospettiva di sostenere diversi costi di bonifica, risarcimenti danni compensativi o complementari, in luogo delle multe o sanzioni tradizionali, oltre alla necessità di una gestione dei rifiuti accorta e secondo la normativa vigente.

Anche l’avv Perrella è convinto dell’importanza di una copertura assicurativa per i rischi ambentali.

CP: Sono molti a ritenere in effetti che in materia di responsabilità per danno all'ambiente si è introdotta di fatto - con gli interventi normativi dell’ultimo quindicennio - una sorta di responsabilità oggettiva; inoltre, anche se è sempre e comunque necessario accertare che esista un nesso causale tra l'attività produttiva e l’inquinamento, l’accertamento avviene ormai regolarmente sulla base del principio “più probabile che non”, ossia una valutazione di tipo probabilistico, senza che sia necessario raggiungere la certezza assoluta.

Tutto questo, unitamente alla crescente sensibilità per la tutela dell’ambiente e lo sviluppo responsabile, ha fatto sì che il mondo della produzione (soprattutto in settori dove il rischio di danno ambientale è più elevato) sia oggi esposto a maggiori responsabilità e richieste risarcitorie.

Parlare di M&A oggi è particolarmente attuale ed importante perché i primi i dati e le proiezioni esistenti indicano una forte ripresa delle operazioni di M&A in tutto il mondo, dopo il rallentamento dello scorso anno legato alle incertezze generate dalla pandemia.

CP: La valutazione dei rischi ambientali dovrebbe essere una costante in ogni due diligence realizzata in vista di operazioni di fusione ed acquisizione. Tuttavia, accade spesso che il rischio venga sottovalutato, si cerchi di ridurre di molto il costo dell’analisi e che fonti di responsabilità possano non essere adeguatamente segnalate. Va ricordato al riguardo che la giurisprudenza ormai è chiara nell'affermare che in capo alla società acquirente incorporante si trasferiscono gli obblighi in materia ambientale posti a carico della società target.

La responsabilità in capo alla incorporante per tali tipologie di danno ha fatto sì che le Representations and Warranties da parte del venditore nell’ambito dell’accordo di cessione contengano regolarmente previsioni specifiche con riguardo all’assenza di rischi ambientali, e spesso siano accompagnate da coperture assicurative per il rischio che tali dichiarazioni e garanzie si rivelino inesatte.

In questi casi, la copertura EIL è uno strumento che permette di accrescere la liquidità dell’operazione di M&A perché offre maggiori garanzie all’ acquirente.

Continua Ombretta Martinelli:

OM: In caso di terreni contaminati di lunga data, l'assicurazione per danni ambientali è in grado di tutelare le imprese dalle responsabilità latenti. La tutela è estesa a proprietari di immobili, investitori e finanziatori e serve per l’appunto a gestire le responsabilità in caso di danni ambientali durante le transazioni immobiliari.

Di fronte ad un evento di inquinamento esistono gli effettivi rischi dal punto di vista legale: la direttiva UE sulla responsabilità ambientale ha introdotto infatti il principio “chi inquina paga”, che pone a carico dei responsabili l'adozione di ogni azione disponibile per rimediare ai danni ambientali.

CP: In Italia la disciplina è stata recepita con il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, che ha posto a carico del responsabile un obbligo di ripristino; non mancano peraltro decisioni di autorità giudiziarie ed amministrative che pongono a carico anche del proprietario detentore non responsabile dell’inquinamento gli interventi di messa in sicurezza del sito.

Ombretta Martinelli conclude con un suggerimento per acquirenti e venditori.

OM: Guardando al futuro, invitiamo i clienti e i loro broker a essere consapevoli dei potenziali rischi di responsabilità ambientale insiti in tali operazioni. La copertura EIL non può eliminare questi rischi, ma nelle operazioni di fusione e acquisizione può contribuire a offrire un certo livello di tranquillità sia agli acquirenti che ai venditori.

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