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A proposito di AXA XL

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Casualty Underwriting Manager di AXA XL per l'Italia

La filiera agroalimentare rappresenta uno dei settori trainanti dell’economia italiana.

Nel 2020, con un fatturato pari a 143MLD di euro e 36,6 MLD di esportazioni (+1% sul 2019), l’agroalimentare si attesta al secondo posto dell’industria manufatturiera italiana, dopo il settore metalmeccanico (Fonte Istat Federalimentare 2021). Non solo. L’Italia è il 1º Paese al mondo per numero di DOP, IGP, STG con 862 prodotti Food&Beverage (F&B) censiti su 3.387 in totale in Europa, il 1° produttore ed esportatore mondiale di pasta, 1º Paese al mondo per produzione di vino, 2° Paese UE per esportazioni di vino (€3,1 mld nel 2018), dopo la Francia, nonché la 1° destinazione enogastronomica al mondo indicata come meta preferita da turisti cinesi, americani e tedeschi (Fonte La Roadmap del futuro per il Food&Beverage: quali evoluzioni e quali sfide per i prossimi anni. Rapporto 2020, The European House Ambrosetti).

Fatte queste premesse, il comparto assicurativo guarda alla tutela del settore del F&B con grande attenzione per le peculiarità dei rischi che lo contraddistinguono e per le specifiche esigenze di copertura che ne conseguono. 

In particolare, soffermandoci sui rischi ambientali, il settore del F&B ha caratteristiche proprie. Accanto ai rischi più comuni, come le fuoriuscite di liquami o fanghi, esistono infatti altre tipologie di rischi da considerare. Cibi e bevande come per esempio il succo d'arancia o il latte possono diventare agenti inquinanti nel caso di infiltrazioni nelle riserve d'acqua, o possono influenzare i livelli di ossigeno nell'acqua, minacciare la fauna ittica e causare altri danni alla biodiversità.

Vittorio Ramella, Underwriting Manager Casualty e membro del F&B Specialist Industry Team di AXA XL in Italia, spiega come questi rischi stanno evolvendo e il ruolo che intermediari e assicuratori possono svolgere nell'aiutare i clienti a gestirli e trasferirli.

Puoi parlarci dei rischi ambientali nel settore del F&B?

I rischi ambientali sono una variabile critica di questo settore. Se è vero che la frequenza dei sinistri per le responsabilità ambientali nel settore del F&B tende ad essere bassa, la severità è purtroppo alta e, quando si verificano dei sinistri, sono potenzialmente molto onerosi da gestire. Pensiamo, ad esempio, al caso di un fiume che scorre nei pressi di un impianto caseario; in questo caso un evento di inquinamento accidentale comporterebbe certamente ingenti spese di bonifica delle aree, sia proprie che di terzi, da parte dell’impresa che inquina. 

I rischi possono essere di tipologie differenti e dipendere da variabili distinte.

I rischi potrebbero essere infatti di tipo “operativo” e quindi legati alla gestione quotidiana dell’attività da parte dei clienti. In questo caso i potenziali fattori di rischio includono per esempio lo stoccaggio o la manipolazione di prodotti chimici a differenti livelli di pericolosità (in accordo al Regolamento CLP 1272/2008), l’utilizzo di diesel per i generatori di continuità, i serbatoi di stoccaggio fuori terra o interrati, o lo stoccaggio alla rinfusa di oli o liquidi per il processo di produzione. In risposta a questa tipologia di rischio, consigliamo innanzitutto di completare le nostre coperture con servizi dedicati di valutazione del rischio e/o on site survey, per permettere ai nostri clienti di individuare aree di fragilità e implementare interventi prioritari di mitigazione del rischio. 

Esistono poi eventi che sono al di fuori del perimetro di controllo da parte del cliente, come incendi, inondazioni o tempeste che possono causare incidenti ambientali su larga scala, così come furti di olio o discariche abusive. Le polizze di responsabilità civile per danni all'ambiente possono coprire reclami normativi, costi di bonifica di prima parte, rilasci graduali e costi di emergenza. Una polizza di responsabilità civile per danno ambientale può anche coprire i costi di indagine e monitoraggio e i costi di ripristino degli habitat derivanti dagli impatti sugli habitat naturali, per esempio. Avere un partner assicurativo con l'esperienza per affrontare un incidente in modo rapido ed efficiente può anche ridurre la necessità di un intervento delle autorità e prevenire che una minima fuoriuscita degeneri in un incidente grave.

I rischi di reputazione associati a un incidente ambientale possono essere enormemente dannosi per il business se un incidente non viene affrontato rapidamente ed efficacemente. 

Il team del Risk Consulting di AXA XL è inoltre in grado di fornire mappe di sensibilità ambientale, che forniscono una misura qualitativa della probabilità (o capacità) di inquinare un certo ambiente (es. aree urbane, aree naturali protette, corpi idrici, suoli e falde acquifere), per mezzo di un certo meccanismo di inquinamento che si genera a seguito di un sinistro in un impianto industriale generico. 

Le mappe di sensibilità ambientale sono infatti organizzate per recettori ambientali e per mezzo di trasporto dell'inquinamento. 

Il recettore ambientale è l'ambiente o la matrice ambientale che potrebbe risultare impattata dalla “ricezione” di un inquinante a seguito di un evento accidentale o graduale che si verifichi in un impianto industriale. 

Il mezzo di trasporto dell'inquinamento è il mezzo attraverso il quale l'inquinamento può raggiungere il recettore ambientale dopo un evento accidentale in un impianto industriale.

La nostra esperienza in coperture per danni da inquinamento ambientale permette di fornire soluzioni che vanno dalle polizze operative più standard ai grandi programmi globali incluse soluzioni tailor made per operazioni di fusione o acquisizione societaria. Tutto dipende dal profilo di rischio e dalle esigenze del cliente.

Quale è il ruolo degli intermediari e degli assicuratori nell'aiutare i clienti a valutare, gestire e trasferire questi rischi?

E’fondamentale valutare correttamente il profilo di rischio delle attività dei clienti.

Per questo, gli intermediari giocano un ruolo chiave.

Assicurandosi di essere sempre aggiornati rispetto a eventuali cambiamenti nel profilo di rischio dei loro clienti, sono figure essenziali per aiutare noi assicuratori a individuare la copertura più adatta.

E’ un lavoro di squadra: saper mettere al centro le esigenze di protezione del cliente è il nostro comune obiettivo. Spesso, per esempio, restando nell’ambito dell’EIL scopriamo che i clienti credono di avere già una copertura ambientale nelle loro polizze di responsabilità civile generale. Ma potrebbero esserci lacune significative nella copertura che li lascerebbero esposti in caso di sinistro. 

La comunicazione tra intermediario, cliente e assicuratore è fondamentale per garantire che queste esposizioni siano gestite e trasferite nel modo più efficacie.

Non è un caso se abbiamo deciso di creare in Italia un F&B Specialist Industry Team: l’intento è quello di mettere a disposizione dei clienti e degli intermediari i nostri esperti dell’underwriting, dei claims e del Risk Consulting per affiancarli con il nostro know how specifico nel settore e aiutarli ad individuare la soluzione più adatta. 

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