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"Oggi migliaia di manifestanti sono scesi nuovamente in piazza in una crescente ondata di proteste contro..."

Sta accadendo qualcosa

Negli ultimi mesi, le notizie provenienti quasi da ogni angolo del globo si somigliano tutte: i cittadini protestano, spesso in modo improvviso e spontaneo, contro misure percepite come "vessatorie" introdotte dalle amministrazioni locali o dai governi nazionali. In molti casi, queste proteste sono inoltre relativamente disorganizzate, ossia prive di leader riconosciuti o del sostegno di un partito di opposizione: i governi sono quindi stati presi alla sprovvista.

Tutto il mondo è rimasto profondamente colpito, ad esempio, dai disordini scoppiati a Hong Kong: centinaia di migliaia di persone (in alcuni casi, più di un milione) sono scese in piazza più volte per protestare, tra l'altro, contro disegni di legge che si teme possano minare l'autonomia del Paese e le libertà civili dei cittadini. Nello stesso momento, a Santiago del Cile, un aumento delle tariffe dei trasporti pubblici ha provocato proteste di massa che hanno portato, tra le altre cose, a spostare a Madrid la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici prevista per il 2019 . Il piano del governo ecuadoriano di eliminare i sussidi per il carburante ha causato scioperi e manifestazioni a Quito; parallelamente, l'aumento delle tasse sul carburante ha scatenato il movimento dei "gilet gialli" a Parigi e in altre città francesi. A Beirut, una nuova tassa sulle chiamate con WhatsApp ha dato luogo a massicce manifestazioni anti-governative.

"Oggi migliaia di manifestanti sono scesi nuovamente in piazza in una crescente ondata di proteste contro..."

Sebbene molte di questa proteste siano riconducibili in ultima analisi all’aumento del costo della vita, tutte si inseriscono in un panorama comune, caratterizzato dal rallentamento della crescita economica, dalla sempre maggiore disparità di reddito e dalla crescente percezione che le istituzioni politiche ed economiche siano sorde ai bisogni e alle aspirazioni della cittadinanza.

Dal World Economic Outlook dell'ottobre 2019 del Fondo Monetario Internazionale:

“Nell'ultimo anno, la crescita globale è notevolmente diminuita. Tra le economie avanzate, l'indebolimento è stato di ampia portata e ha interessato i principali Paesi (gli Stati Uniti e in particolare la Zona Euro), oltre che le più piccole economie avanzate dell'Asia. Il rallentamento dell'attività è stato particolarmente pronunciato nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo, tra cui Brasile, Cina, India, Messico e Russia, nonché in alcune economie che soffrono di stress finanziario e macroeconomico”.

Con il venir meno della crescita, iniziano ad emergere i problemi di disuguaglianza di reddito prima latenti. Il Cile, ad esempio, è stato a lungo più stabile e prospero di molti dei Paesi vicini. Tra i Paesi OCSE, il Cile è quello con il più alto tasso di disuguaglianza di reddito al netto delle imposte. Come ha affermato un professore all'Università del Cile, “(Le proteste) avevano poco a che fare con il trasporto pubblico. Si tratta di una situazione di brutale diseguaglianza ”.

Allo stesso modo, se le proteste in Libano sono state innescate dalla tassa sulle chiamate con WhatsApp, determinante è stato anche il collegamento tra i 16 milioni di dollari US pagati dal Primo Ministro per incontrare una modella sudafricana in un resort alle Seychelles ed il mancato intervento del Governo in seguito a devastanti incendi, dopo che erano stati azzerati praticamente tutti i finanziamenti per gli equipaggi e le attrezzature da utilizzare per contrastare i roghi.

Questi e altri avvenimenti simili indicano che il patto sociale, sempre fragile, si sta deteriorando in molti Paesi. Di conseguenza, i cittadini stanno iniziando a esprimere il proprio disagio attraverso uno strumento diretto e potente: scendere in piazza in massa nel tentativo di riprendere il controllo. O come recitava il cartello di un manifestante a Beirut, "Il potere delle persone è più forte delle persone al potere".

Le proteste continueranno?

Le proteste di massa, naturalmente, non sono un fenomeno recente. Tuttavia, per le aziende alla ricerca di nuovi mercati e per gli investitori alla ricerca di nuove opportunità, l'attuale ondata di disordini è a dir poco inquietante. Ciò è particolarmente vero quando i conflitti interessano non solo Paesi storicamente instabili come l'Iraq e il Libano, ma anche Paesi come Hong Kong e Cile, a lungo considerati politicamente progressisti ed economicamente stabili.

Inoltre, gli esperti concordano sul fatto che i conflitti sociali saranno probabilmente un elemento di spicco nel panorama dei rischi del prossimo futuro. In effetti, il Future Risk Report del Gruppo AXA-Eurasia per il 2019 ha rilevato come il "malcontento sociale e i conflitti locali" rappresentino il quarto rischio emergente più significativo per il mondo di oggi; nel 2018 questo rischio era classificato al quinto posto. I cambiamenti climatici, la sicurezza informatica e l'instabilità geopolitica occupavano i primi tre posti nel 2019.

(Il Future Risk Report si basa su un sondaggio che ha coinvolto oltre 1.700 professionisti della gestione dei rischi e del settore assicurativo, inclusi esperti interni, risk manager aziendali, broker, ricercatori universitari ed esperti nell'ambito della valutazione dei rischi e della sicurezza. Gli intervistati risiedono in 58 Paesi in tutto il mondo.)

Secondo questo Report, "Quasi la metà di tutti gli esperti intervistati considera il divario di reddito e la disparità delle ricchezze i temi più preoccupanti". O come ha affermato un dirigente finanziario della Repubblica Ceca, "Mentre la maggior parte delle minacce emergenti viene quantomeno riconosciuta, la minaccia rappresentata dalla disparità di reddito e dal deterioramento dei programmi di previdenza sociale è una bomba a orologeria imprevedibile".

La gestione proattiva dei rischi è fondamentale

Nell'intervallo di tempo tra la stesura di questo articolo e la sua pubblicazione, i disordini sociali e le violenze in alcuni dei luoghi citati si sono senza dubbio intensificati, creando un'instabilità ancora maggiore. Nel frattempo, in alcuni casi potrebbe essere tornata una parvenza di normalità, mentre in altri luoghi le persone potrebbero iniziare solo ora a manifestare. In altre parole, l'attuale ondata di disordini sociali potrebbe riemergere di nuovo in futuro ed è improbabile che si riduca in modo significativo.

Gli autori del Future Risk Report hanno anche osservato:

"Una delle principali tendenze che risultano evidenti dal sondaggio è la crescente interconnessione tra i rischi e i conseguenti effetti a catena... Gli esperti intervistati sostengono quindi che un approccio disorganizzato, ovvero una gestione del rischio che si concentri solo sui singoli casi, è inadeguato... La gestione proattiva dei rischi deve tener conto della complessità e dell'intrinseca incertezza dei rischi emergenti. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, è necessario un dialogo costante tra esperti di discipline e settori diversi.”

Credo che sottoscrivere un'assicurazione contro i rischi politici e i rischi del credito commerciale sia l'azione da intraprendere per sintetizzare opportunamente le questioni e gli imperativi che le aziende e gli investitori devono oggi affrontare. Le decisioni che coinvolgono nuove opportunità oppure attività e investimenti esistenti non possono evitare la "complessità e intrinseca incertezza" dell'attuale scenario di rischio.

Inoltre, se è vero che diversi tipi di assicurazione di indennità possono aiutare a mitigare molti rischi e possono effettivamente essere una condizione preliminare per un investimento, è anche vero che il trasferimento del rischio tramite assicurazione non dovrebbe essere l'unico criterio su cui basarsi. La gestione proattiva dei rischi diventa ancora più importante perché prevede una profonda comprensione delle dinamiche in atto in un Paese, compresi il background storico, gli interessi in competizione e le potenziali criticità. Come afferma Ian Bremmer, fondatore e presidente del Gruppo Eurasia:

L'analisi del rischio politico è più soggettiva rispetto all'analisi economica e richiede che i leader affrontino non solo le tendenze più evidenti e facilmente osservabili, ma anche le sfumature peculiari della società e persino le stranezze legate alle singole personalità. I fattori difficili da quantificare devono essere costantemente inseriti all'interno del contesto storico e regionale".

In sintesi, in un mondo sempre più instabile ed economicamente interconnesso, il rischio politico sta diventando più frequente e assume forme più gravi. Questa tendenza sfavorevole non fa che rafforzare l'importanza della gestione proattiva dei rischi e di un adeguato piano di mitigazione per aiutare le aziende e gli investitori a superare meglio i disordini.

Informazioni sull'autore: Bonnie Chow è Senior Underwriter di AXA XL a Sydney. Lavora con aziende e istituzioni finanziarie in Australia e in tutta la regione Asia-Pacifico per mettere a punto soluzioni su misura contro i rischi politici e i rischi del credito commerciale. È possibile contattarla al seguente indirizzo: bonnie.chow@axaxl.com.

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