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L’evolversi della sharing economy anche in Italia da’ impulso allo sviluppo di nuove soluzioni da parte delle compagnie di assicurazione. Fattori chiave per competere nelle nuove sfide sono l’utilizzo di nuove tecnologie per calibrare le offerte assicurative rispetto ai nuovi profili di rischio, l’offerta di  soluzioni flessibili e la capacità di rispondere velocemente al continuo evolversi delle modalità operative dei nuovi servizi.

A volte si tende a pensare che la sharing economy, ovvero il modo con cui ci si riferisce alle aziende che agevolano le operazioni peer-to-peer attraverso una piattaforma on-line o un'applicazione per smartphone, sia stata creata dal giorno alla notte. Ma non è cosi!

Si prevede che la sharing economy continui ad espandersi, sconvolgendo molti settori consolidati. Per esempio, PwC stima che l’ammontare totale delle operazioni nell’ambito della sharing economy, solo in Europa, passerà dai 28 miliardi di euro del 2016 a 570 miliardi entro il 2025.

Qual è il motore della nascita e dell'incredibile crescita di questo settore?

Per le aziende che operano nella sharing economy, i fattori chiave del successo includono la scalabilità e la massa critica; i modelli di business funzionano solo quando da ambo i lati di un’operazione c'è un gran numero di partecipanti potenziali.

Prendiamo ad esempio l’innovazione introdotta con gli smartphone. Benché oggi siano uno strumento largamente diffuso, è facile dimenticare che uno dei modelli icona, con il suo sistema operativo mobile utilizzabile da sviluppatori di terze parti, è stato introdotto solo undici anni fa, nel 2007.

Gli smartphone e le applicazioni per dispositivi mobili – insieme al cloud computing, alla geolocalizzazione e ai progressi nell'ingegneria dei software – hanno consentito alle piattaforme di sharing economy di sviluppare una massa critica collegando in modo rapido ed economico i consumatori con persone interessate a mettere a reddito beni, capacità o il proprio tempo. La traiettoria di crescita delle aziende di ridesharing, per esempio, rispecchia da vicino la curva di adozione dell'innovazione per gli smartphone.

La gamma di prodotti e servizi disponibili attraverso scambi peer-to-peer continua a crescere. Per esempio, le piattaforme che offrono spazi di co-working e servizi di archiviazione dati, consegna e logistica hanno attirato dal 2013 finanziamenti in capitali di rischio pari a circa 2 miliardi di dollari statunitensi.

Tuttavia, benché questi nuovi modelli di business sovvertano le relazioni tradizionali tra fornitori e consumatori, i rischi continuano a esistere: si verificano incidenti, danni alla proprietà, errori, furti  e usi impropri di materiali preziosi e così via.

E dato che i modi di fare business diventano più fluidi, emergono nuovi rischi e incertezze. Alcune società di sharing economy affermano attualmente che tutto ciò che accade nel corso di un’operazione peer-to-peer resta confinato tra i relativi partecipanti e che tali società mettono a loro disposizione solo la piattaforma.

L’accordo sui termini di utilizzo per uno scambio peer-to-peer, per esempio, normalmente menziona in modo esplicito che si tratta “semplicemente di una piattaforma…”; e prosegue declinando ogni responsabilità per qualsivoglia “richiesta di risarcimento, ingiunzione e danno”. Benché siano pensati per incentivare le persone coinvolte in un’operazione a comportarsi in modo onesto, rispettoso e diligente - ovvero in modo da ridurre al minimo i rischi - i sistemi di rating non possono attenuare completamente i rischi che utenti e fornitori devono affrontare.

Dati i rischi e le incertezze, un numero sempre maggiore di potenziali utenti e fornitori potrebbe essere riluttante a prendere parte a operazioni peer-to-peer.Per questo la protezione dei partecipanti da entrambi i lati di uno scambio peer-to-peer può diventare un valore aggiunto per le aziende di sharing economy.

Assicurare la sharing economy

La protezione della sharing economy rappresenta una sfida-opportunità per le assicurazioni; e i prodotti assicurativi tradizionali non si adattano tempestivamente a questi nuovi modelli di business.

Le polizze personali, per esempio, non coprono le attività utilizzate a scopi imprenditoriali e la sottoscrizione di un'apposita copertura aziendale è un requisito estremamente oneroso per chi, ad esempio, vuole semplicemente proporre alcune merci di proprietà su una piattaforma on-line.

Un'altra sfida nella copertura di scambi peer-to-peer è la mancanza di dati. L’assunzione e il pricing appropriato di un particolare rischio richiedono una valutazione accurata che si basa su serie storiche di dati. Al momento i dati disponibili sul profilo di rischio dei diversi scambi peer-to-peer sono ancora limitati.

Queste sfide si fanno particolarmente complesse nel caso di richieste per la condivisione di beni, come con riguardo alla giovane impresa tedesca Fainin. Quest’ultima fornisce una piattaforma progettata per aiutare le persone a dare e ricevere in prestito una grande varietà di prodotti, incluse le macchine fotografiche, le attrezzature per lo sport e le attività all'aria aperta, i dispositivi elettronici, altri strumenti, ecc..

Le piattaforme di condivisione di beni si basano sulla circostanza per cui un'infinità di articoli viene utilizzata solo occasionalmente. O come qualcuno ha fatto notare una volta: molte persone possiedono trapani elettrici che, nella maggior parte dei casi, verranno utilizzati solo 15 minuti in tutta la loro vita.

Benché la fiducia sia essenziale in una comunità di persone che condividono beni – e venga rafforzata dal sistema di rating – i membri vogliono comunque essere rassicurati sul fatto che saranno protetti.

E qui entrano in gioco le assicurazioni. AXA XL ha creato soluzioni su misura che consentono alle aziende della sharing economy come Fainin di implementare coperture assicurative collettive per chi dà e riceve in prestito beni.

La soluzione studiata per questa società copre lesioni personali e danni materiali fino a un limite prefissato e la copertura si applica automaticamente alle operazioni concluse sulla piattaforma. Con questa soluzione, perseguiamo un obiettivo comune: migliorare la customer experience riducendo il rischio a cui le persone si espongono quando danno o ricevono in prestito dei beni. Si tratta di una copertura integrata: i clienti della piattaforma non sono tenuti a compiere alcuna azione aggiuntiva per essere protetti fino all'importo prestabilito e secondo le condizioni che forniamo a tutti gli utenti.

Il caso di Fainin supporta la nostra visione per cui le piattaforme di scambi peer-to-peer devono essere pronte a fornire risposte chiare alle preoccupazioni delle persone sull'utilizzo di soluzioni di condivisione di beni quali, ad esempio: quando/dove sono coperto? Per cosa sono coperto? A quanto ammonta la mia copertura?

La nostra collaborazione con Fainin ha consentito di sviluppare soluzioni customizzate che rispondono a queste domande e consentono sia a chi presta sia a chi riceve in prestito beni di entrare a far parte di una community consapevole di essere protetta da una copertura assicurativa.

Il presente articolo è stato pubblicato per la prima volta in lingua Italiana sul Notiziaro di ANRA, RM News n.61.

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